Una candela nel buio
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- 4 giorni fa
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Aggiornamento: 3 giorni fa
Un filo sottile lega la storia di Lidia Maksymowicz, la bambina sopravvissuta a soli 3 anni allo sterminio del campo di Auschwitz Birkenau e agli esperimenti del dottor Mengele, storia che abbiamo raccontato 5 anni fa in un docufilm del quale è stata lei stessa protagonista, e dal quale è stato tratto un libro tradotto in più di 10 lingue, e le 75 missioni umanitarie che l'associazione La Memoria Viva ha portato a termine in questi 4 anni in territorio ucraino. Vogliamo riallacciare quel filo con un documentario, “Una candela nel buio”, che sarà disponibile dal 28 Giugno, una data che lega idealmente Italia e Ucraina. Il 28 Giugno 1946 l'Assemblea Costituente italiana elesse Enrico De Nicola primo Capo provvisorio dello Stato e il 28 giungo 1996 il Parlamento ucraino ha adottato la prima Costituzione dell'Ucraina indipendente.
Non un elenco sterile delle missioni, ma il racconto di come in 4 anni siano cambiate le necessità e le emergenze, di come l'improvvisazione dei primi mesi sia diventata una vera e propria catena umanitaria, di come le richieste di aiuto siano rimbalzate di bocca in bocca, quasi sussurrate, per non ferire quell'orgoglio che ovunque abbiamo trovato. I volti e le testimonianze degli "ultimi", di quelli che si sono trovati senza colpa sulla linea di un fronte che non hanno mai voluto, e i volti e le testimonianze di chi in Italia, perlopiù gente comune, persone come loro, si sono spesi, ben sapendo di non poter far fronte a tutte le loro necessità, ma lo hanno fatto perchè almeno non si sentissero mai soli.
Immagini e musiche originali, testimonianze, persone in lotta per sopravvivere, con negli occhi la paura ma anche la voglia di ritrovare una qualche normalità, con la speranza che la fine della guerra sia vicina ma con la consapevolezza che a quella fine bisogna arrivarci vivi, con il dolore sempre presente per quelli che, al fronte o in una stazione, una scuola, un alloggio di un palazzo, la vita l'hanno persa e per i quali non tornerà più una normalità.
Un documentario che ci aiuti a ricordare che le guerre non sono il risiko raccontato dai grandi, quello che probabilmente finirà come per altre guerre nei libri di storia o nei dibattiti degli analisti, ma è la sofferenza della gente comunque, quella che non ha voce e alla quale viene negato un futuro, quella dei tanti morti, dei tanti mutilati, delle famiglie smembrate anche dall'odio. "Una candela nel buio", insomma, sperando che possa rimanere accesa a lungo e che illumini chi ancora non ha capito che le guerre non hanno vincitori, ma solo vinti.





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